La Farmacia del Burlo e il braccio robotico che porta la cura a casa dei bambini

Ci sono professioni dentro un ospedale pediatrico che operano nell’ombra, ma la cui precisione e dedizione determinano ogni giorno la qualità della vita di centinaia di piccoli pazienti. È il mondo della Farmacia Ospedaliera dell’IRCCS Burlo Garofolo, un laboratorio di eccellenza dove la scienza medica ad altissima tecnologia si fonde con un approccio umano, etico e quasi “artigianale”.

“Dico sempre che il mio è un lavoro sartoriale, mi definisco un po’ come un calzolaio”, racconta il farmacista ospedaliero Davide Zanon con oltre 22 anni di esperienza al Burlo. Uno di quei vecchi lavori che ormai vanno scomparendo e sempre in meno realtà si trovano. Al Burlo c’è. Al Burlo c’è ed è un’esperienza estremamente condivisa perché sono trasversale a tutti i reparti: dalla pediatria all’ostetrica, alla ginecologia, dalla chirurgia alle sale pediatriche, alle sale ginecologiche, alle sale operatorie in generale, dall’oculistica all’ortopedia e via dicendo. Parto dalla richiesta del medico e creo una formulazione su misura perché il bambino possa assumere il farmaco in tranquillità o perché il genitore glielo possa somministrare a casa senza troppe difficoltà. Spesso adattiamo molecole che in commercio non esisterebbero per la pediatria.”

La filosofia del Burlo: “Il nostro vero datore di lavoro è il bambino”
Nelle parole del farmacista emerge lo spirito profondo che caratterizza l’Istituto fin dalle sue origini con i padri fondatori della pediatria nazionale, come i professori Panizon e Ventura:

“Al Burlo impari un concetto fondamentale: il tuo datore di lavoro non è colui che ti paga lo stipendio alla fine del mese, ma è quella piccola, grandissima persona che passa una parte del suo tempo per essere curata qui dentro: il bambino. Non si va oltre le regole, ma spesso e volentieri qui si scrivono.”

L’innovazione del Braccio Robotico: uno dei tre al mondo
Per sostenere ed evolvere questa mission, la Fondazione Burlo Garofolo ha promosso un’operazione tecnologica e finanziaria titanica: l’acquisizione di un braccio robotico antropomorfo per l’allestimento sterile di farmaci pediatrici. Prodotto da un’eccellenza italiana, questo strumento conta oltre 200 unità nel mondo per adulti, ma solamente tre esemplari a livello globale sono dedicati all’ambito pediatrico: due all’estero e uno solo in Italia, presente proprio all’IRCCS Burlo Garofolo.

Sostenuto da donazioni private grazie alla Beneficentia Stiftung e da un finanziamento regionale, il robot, dotato di un ambiente a controllo particellare (ISO 4.8) è stato installato a fine 2023 all’interno dei laboratori della farmacia. Dopo una fase di calibrazione durata sei mesi, oggi il robot allestisce in totale sterilità oltre 40 molecole ripartite poi in siringhe, sacche e pompe elastomeriche.

I vantaggi sono straordinari:

  • Tracciabilità assoluta: ogni componente viene registrato dall’ingresso all’uscita, garantendo un controllo totale del processo produttivo e di somministrazione.
  • Precisione gravimetrica millimetrica: il robot riesce a prelevare e dosare quantità infinitesimali (fino a 0,13 ml), garantendo una precisione per pesatura costante ed eliminando le microscopiche variabilità dell’occhio umano (che a vista d’occhio non si notano, ma che gravimetricamente possono oscillare anche del 20%).

 

Oltre 1.400 giorni di ricovero risparmiati grazie agli elastomeri
Il primo banco di prova per questa tecnologia è stato il reparto di Oncoematologia Pediatrica, dove le esigenze di sterilità e accuratezza nel dosaggio sono massime. Oltre alle tradizionali siringhe e sacche per chemioterapici, antibiotici e antivirali, il braccio robotico ha permesso di incrementare la produzione di pompe elastomeriche: dispositivi portatili che erogano la terapia infusionale in modo continuo per 48 ore.

Grazie agli elastomeri, i bambini che necessitano di terapie prolungate non devono più rimanere bloccati in un letto d’ospedale, ma possono proseguire la cura a domicilio.

Ad oggi, solo per l’Oncoematologia, sono stati prodotti oltre 700 elastomeri. Trattandosi di dispositivi della durata di 48 ore (due giorni), il calcolo è immediato: più di 1.400 giorni di ricovero ospedaliero evitati.

“1.400 giorni di ricovero risparmiati hanno un doppio valore,” spiega il farmacista. “Da un lato permettono di liberare posti letto per i piccoli che hanno bisogno di cure immediate in ospedale e di abbattere i costi di degenza; dall’altro, ed è la cosa più importante, significano 1.400 giorni in cui il bambino ha potuto stare a casa sua, con i propri giochi e nel calore della propria famiglia. La Fondazione è il braccio destro – e forse anche il sinistro – dell’ospedale: ci permette di guardare oltre, di investire in innovazione e di dare risposte concrete per la cura dei nostri bambini.”