Arte che cura: grazie ad Angel Voice per una serata speciale al Teatro Miela

Una serata capace di unire bellezza, emozione e solidarietà. La Fondazione Burlo Garofolo desidera rivolgere un grazie sincero e profondo ad Angel Voice, alla direttrice Zorica Ninkovic e a tutti i partner coinvolti per aver dato vita a un’iniziativa che ha trasformato l’arte in un gesto concreto di cura.

In occasione della prima dell’opera “Il segreto di Susanna” di Ermanno Wolf-Ferrari, andata in scena il 19 aprile al Teatro Miela di Trieste, il pubblico ha potuto vivere un’esperienza intensa e raffinata. La versione per voce e pianoforte, diretta da Milica Rakocevic e interpretata da Stevan Karanac, Angela Ninkovic e Darja Samofalova, ha saputo restituire con leggerezza e profondità una storia fatta di emozioni, relazioni e sfumature umane.

Ma è stato soprattutto ciò che è accaduto dopo il sipario a rendere questa serata ancora più significativa. Il Meet & Greet con gli artisti, aperto a tutti gli ospiti, si è trasformato in un momento di condivisione autentica, in cui la partecipazione si è tradotta anche in sostegno concreto. Le donazioni raccolte contribuiranno infatti a supportare l’IRCCS Burlo Garofolo, centro di eccellenza nella cura e nella ricerca pediatrica.

È proprio in iniziative come questa che si coglie il valore più profondo dell’incontro tra cultura e solidarietà: la capacità di generare bellezza che lascia un segno, di creare connessioni e di prendersi cura, insieme, dei più piccoli.

“Desidero esprimere un sentito ringraziamento agli organizzatori e alla Comunità religiosa serbo-ortodossa che ci ha messo in contatto – dichiara il presidente della Fondazione Burlo Garofolo, Gabriele Cont –. Coltivare salute significa anche nutrire la dimensione culturale, artistica e musicale della nostra vita. La musica ci accompagna fin dai primi istanti, quando ancora siamo nel grembo materno: la voce della madre, come una melodia, raggiunge la nostra pelle e si imprime nella parte più profonda e antica del cervello, quella che governa la relazione, l’empatia, l’accudimento.

Per questo il mio grazie è sincero e sentito: da pediatra, da genitore e da cittadino di questa grande comunità, a chi sceglie di farsi strumento di cura per gli altri attraverso l’arte della musica, che più di ogni altra espressione riesce a incarnare il senso profondo dell’umanità”.

Una serata che resta, non solo nel ricordo di chi ha partecipato, ma anche nei gesti concreti che contribuiranno a rendere il Burlo un luogo sempre più accogliente e vicino ai bambini e alle loro famiglie.