La testimonianza e il ricordo della mamma Annalisa
Nata a 25 settimane di soli 530 grammi, oggi Lilli è una splendida bimba di 4 anni e mezzo. Mamma Annalisa ci racconta in questa bellissima lettera i tre mesi passati in Terapia Intensiva Neonatale e la forza straordinaria di un ospedale che sa proteggere non solo i piccoli pazienti, ma l’intero nucleo familiare. Una testimonianza commovente che tocca il cuore.
Sono la mamma di Lilli, nata a 25 settimane con un peso di 530 grammi. Se oggi sono qui a scrivervi, felice e fiera della mia bambina che oggi ha 4 anni e mezzo, piccola ma forte e vivace guerriera, è grazie al Burlo dall’equipe di Ginecologia e Ostetricia del Dott. Maso al team della TIN guidato dalla Dott.ssa Laura Travan.
Quando nel 2021 tornai a Trieste per vedere la mia famiglia ebbi dei forti dolori al ventre e andai a farmi vedere al Burlo Garofolo.
Fu il destino o possiamo chiamarlo in altro modo ma fu un « caso » che ci salvò la vita.
Da quel momento il mondo del mio compagno ed il mio crollò in un attimo. 24 ore prima tutto andava bene e poi in un istante lui poteva perderci entrambe. E lui era lontano, ci sarebbero voluti 2 giorni perché potesse raggiungerci, nel frattempo avevo mia madre con me a starmi vicino.. ma mi sarei resa conto di lì a poco che avrei avuto un intero ospedale a battersi per e con noi.
La professionalità di chi lavora all’IRCCS Burlo Garofalo è conosciuta a livello internazionale ed io l’avevo toccata con mano mentre facevo il mio tirocinio in pediatria durante gli studi.
In mezzo a quel disastro annunciato sapevo in cuor mio che se avevamo una chance sarebbe stato proprio lì.
Ma la vera forza del Burlo è il senso di « casa » che riesce a darti anche quando ne sei lontano chilometri, è il sostegno e comprensione quando non ne trovi fuori da lì, la spalla su cui piangere quando non vuoi mostrare agli altri che in fondo hai paura.
Quello che resta alla fine sono i piccoli gesti:
La determinazione e competenza del Dott.Maso, l’abbraccio di Luna l’ostetrica che mi aiutò a respirare quando l’aria mancava prima di partire al cesareo d’urgenza, la confidenza alla Dott.ssa Barresi sul nome che avremmo dato alla nostra piccola se io non ce l’avessi fatta, Maura che mi accarezzava i piedi in modo materno quando ero sul tavolo operatorio per darmi un po’ di calore e la Dott.ssa Travan che mi ha mostrato la foto del mio scricciolo appena uscito dalla pancia e che senza saperlo mi ha dato la forza di lottare..
E poi i tre mesi in intensiva néonatale con il « vivere un giorno alla volta » e la kangooroo care, con i medici, infermieri ed infermiere e gli oss e gli psicologi del reparto che ci hanno dato una seconda famiglia. Hanno partecipato alle nostre gioie e ai nostri dolori, ci hanno sostenuto, aiutato e tenuto per mano.
È un mondo magico, perché ti fa vedere un po’ di luce in mezzo a tanto dolore.
Tutti loro sono il cuore del Burlo e danno forza a chi ha lottato, lotta ancora o dovrà trovarsi a lottare in futuro per i bambini che devono ancora esserci o per quelli che abbiamo già. È il posto dove i nostri bimbi sono tutelati ma lo sono anche le loro famiglie.
Noi vogliamo ringraziarli tutti: Dott.ssa Laura Travan, Dott. Gabriele Cont, Dott.ssa Silvia Nieder, Dott.ssa Angela Pierrone, Dott.ssa Cecilia Vuillard, Dott. Gianpaolo Maso, Dott.ssa Valentina Barresi, le infermiere e infermieri Susy, Ursula, Matteo, Deborah, Elena, Stefano e a tutti gli altri medici, infermieri, oss, fisioterapisti e psicologi che ci sono stati vicino.
Il nostro è un lieto fine, e quel sorriso c’è grazie a tutti voi.
Annalisa, Romain e Lilli


