Un abbraccio che parte dal mare: la Barcolana vissuta dai nostri volontari

Barcolana 58 è stata per Fondazione una grande festa, ma a renderla davvero viva e indimenticabile sono state le persone che hanno scelto di mettersi in gioco in prima linea. Il nostro stand in Piazza Ponterosso è stato un crocevia continuo di sorrisi, incontri e mani tese verso i piccoli pazienti del Burlo. Tra i tanti che hanno indossato la maglietta della Fondazione c’è anche la volontaria Federica Gobbi. Lasciamo a lei il racconto di un’esperienza che va oltre le mura dell’ospedale e si trasforma in un abbraccio per tutta la comunità.

Ho conosciuto per caso la Fondazione Burlo Garofolo, essendo io una “foresta” lombarda, e ho deciso di aderire con gioia, trascinata dall’energia contagiosa di Silvia, la segretaria della Fondazione, alle giornate dedicate durante la Barcolana.

Così, domenica 11 ottobre sono stata tutto il giorno allo stand della Fondazione in Piazza Ponterosso e essere lì è stato un vero dono per me.

Lo spazio era pieno di colori, giochi, penne colorate e volantini, tutto a misura di bambino e di famiglia per avvicinare e far conoscere le realtà e i progetti di chi, ogni giorno, regala un sorriso a famiglie e bambini meno fortunati. I piccoli si avvicinavano allo stand e partecipavano volentieri all’Alveare del Burlo, lasciando ora un disegno, ora un pensiero o soltanto una firma di saluto sul pannello destinato ai bambini ricoverati; i genitori, intrattenuti dal “gioco dei grammi” del grandissimo Giacomo, venivano messi davanti al miracolo dei bambini prematuri che, nati con un peso piccolissimo, grazie alla forza di volontà, all’amore e alle cure dell’IRCCS crescono e affrontano la vita.

Come riassumerei la giornata? Come un abbraccio che la Fondazione Burlo Garofolo dona ai bambini, alle mamme e alle famiglie: un abbraccio stretto e fisico per chi ha bisogno di cure, che diventa un abbraccio ideale per ognuno di noi perché, in fondo, come recita il motto, siamo tutti nati prematuri.

Federica Gobbi