Francesco sfreccia sulla neve grazie alla slitta messa a disposizione dalla Fondazione Burlo Garofolo

“Sciare senza barriere”: un progetto che parla di possibilità, di sogni che prendono forma e di neve vissuta senza limiti.

La slitta del progetto “Sciare senza barriere” è progettata per portare sulle piste bambini/e o ragazzi/e seguiti presso l’IRCCS con disabilità motoria e/o con disabilità cognitiva, con un accompagnatore formato. Un modo per superare le barriere e garantire alle famiglie di poter sciare finalmente tutti assieme. 

La slitta, fornita gratuitamente dalla Fondazione Burlo, ha permesso a Francesco di partecipare alla settimana bianca con i suoi compagni di classe e divertirsi insieme a loro.

La mamma di Francesco, Federica, ha voluto condividere con noi la sua esperienza e le sue emozioni.

“Quest’anno Francesco ha avuto la possibilità di partecipare alla settimana bianca assieme ai suoi compagni di scuola; non era per niente scontato, non era per niente banale. Nella testa di noi genitori, Francesco, durante quei giorni in cui i compagni sarebbero partiti, sarebbe rimasto a casa con noi, o al massimo a scuola con chi restava. Non era proprio nella nostra immaginazione che potesse partire con tutti quanti.. e invece… 

E invece grazie ad un team di persone eccezionali e piene passione per il loro lavoro, che fanno dell’inclusione il loro mantra, Francesco non è solo riuscito a partire, ma, mentre i compagni facevano lezione con i maestri sui campi da sci, lui sfrecciava accanto a loro, col maestro Dennis sulla slitta Dual Ski, fornita generosamente e con il cuore dalla Fondazione Burlo Garofolo. 

Francesco ha potuto sentire l’aria fredda sul viso, il senso di libertà che può dare la velocità, senza alcuna barriera di fronte a lui, ma solo un panorama di boschi innevati e bianche vette. I compagni lo salutavano e stavano con lui in fila per prendere la seggiovia o lo skilift (si! anche lo skilift!); ho visto volti di ragazzini incuriositi, meravigliati, addirittura “gasati” nel vedere il compagno li con loro. Ma ho anche visto il volto sereno di chi non si è scomposto, perchè quella per loro era la semplice normalità, sarebbe stato strano al contrario non poter condividere con Francesco questa meravigliosa esperienza di autonomia. E questa forse è stata l’emozione più grande, perchè spesso non ci rendiamo conto che i limiti li poniamo noi stessi!

Grazie a tutti quanti hanno reso possibile con attenzione, cura, collaborazione, coraggio e fiducia questa magica esperienza che Francesco non vede l’ora di rifare prestissimo assieme a tutta la sua famiglia”.